La storia in TV in Italia, da Dan Peterson alla rivoluzione di Netflix

Il rapporto tra l’Italia e il pro-wrestling in TV è una vera e propria montagna russa emozionale. Negli ultimi quarant’anni, questo sport-spettacolo è passato dall’essere un fenomeno di culto assoluto a sparire totalmente dai radar, per poi risorgere e riaffermarsi in forme sempre nuove.

Ripercorriamo insieme le ere televisive che hanno incollato al divano intere generazioni di fan italiani.

Gli anni ’80: L’alba e la voce di Dan Peterson

Tutto inizia nel 1982, quando un biondo gigantesco di nome Hulk Hogan appare nel film Rocky III di Sylvester Stallone, accendendo la curiosità del pubblico. Il grande boom scoppia nel 1986: la vecchia WWF sbarca in chiaro su Italia 1. Al microfono c’è il mitico Dan Peterson, coach di basket dal marcato accento americano che, con la sua energia e i suoi tormentoni, trasforma Hulk Hogan, Macho Man e André The Giant in veri supereroi per i bambini italiani. Alla fine del decennio, eventi enormi come WrestleMania III, IV e V vengono trasmessi in chiaro, registrando ascolti pazzeschi.

Gli anni ’90: Il buio e la nicchia della Pay TV

Negli anni ’90 la bolla scoppia. Nel 1992 la TV cambia pelle: debutta Tele+ e i grandi eventi diventano a pagamento. Parallelamente, il grave scandalo degli steroidi negli USA colpisce l’immagine della WWF, facendone crollare la popolarità. Tra il 1995 e il 2000, il wrestling sparisce quasi del tutto dalle reti in chiaro italiane, sopravvivendo solo grazie alla WCW trasmessa sulle piattaforme Stream (e successivamente Tele+).

I primi anni 2000: Il fenomeno pop di SmackDown

Il nuovo millennio si apre con tentativi sperimentali (come WCW Nitro la domenica mattina su Italia 1 commentato dal duo comico Cavalloni-Sironi), ma la vera esplosione nucleare avviene con il ritorno della WWE sulle reti Mediaset.

  • L’era Valenti-Recalcati: SmackDown sbarca su Italia 1, diventando l’appuntamento fisso del weekend per milioni di ragazzi. Il commento ironico, diretto e “caciarone” di Giacomo “Ciccio” Valenti e Cristian Recalcati rende il prodotto accessibile a tutti, trasformando atleti come Eddie Guerrero, John Cena, Rey Mysterio e The Undertaker in veri e propri idoli pop.
  • Le rubriche: Programmi cult come WWE News di Stefano Benzi alimentano una community affamata di retroscena e notizie.
  • Sky e la storia del commento: Contemporaneamente, sulle frequenze a pagamento di Stream (diventata poi Sky), inizia il lungo e storico sodalizio di Luca Franchini e Michele Posa, destinati a diventare le voci ufficiali e insostituibili del wrestling in Italia.

Il boom è talmente clamoroso che, nell’aprile del 2007, la WWE organizza una puntata di Monday Night Raw registrata integralmente a Milano. Un trionfo assoluto.

2007: La tragedia e il crollo in chiaro

Pochi mesi dopo quel trionfo milanese, il mondo del wrestling viene sconvolto dalla tragedia: l’omicidio-suicidio del lottatore Chris Benoit e della sua famiglia. L’onda d’urto mediatica in Italia è devastante. La dirigenza di Italia 1, travolta dalle polemiche sulla presunta violenza dello show, cancella immediatamente e definitivamente la WWE dai palinsesti in chiaro. Il wrestling subisce una brusca frenata e torna a essere un prodotto di nicchia visibile solo a pagamento su Sky.

L’era moderna: Lo streaming, Discovery e l’arrivo di AEW

I fan italiani, però, non abbandonano la nave. Il mercato si evolve:

  • Il WWE Network (2015): La WWE lancia anche in Italia la sua piattaforma streaming, offrendo per la prima volta l’intero catalogo storico e i PPV live.
  • Il grande cambiamento (2020): Dopo quasi vent’anni, la WWE lascia clamorosamente Sky e passa al gruppo Discovery. Su DMAX tornano in chiaro le sintesi di Raw, SmackDown e NXT, affidate sempre a Franchini e Posa. Incredibilmente, anche i Big Four (i quattro grandi PPV dell’anno) vengono trasmessi in chiaro con pochi giorni di differita.
  • L’alternativa (AEW): Sky, rimasta orfana della WWE, decide di puntare sulla neonata federazione rivale, portando in Italia gli show della All Elite Wrestling (AEW) per intercettare lo zoccolo duro degli appassionati.

Il futuro è adesso: La rivoluzione totale di Netflix (2026) E arriviamo alla storia dei giorni nostri, con un accordo epocale che cambia tutto ancora una volta. A partire dal 1° aprile 2026, l’intero ecosistema della WWE trasloca in diretta globale su Netflix! I fan italiani troveranno tutti gli show settimanali (Raw, SmackDown, NXT) e tutti i grandi Premium Live Event (a partire dall’imminente WrestleMania 42) comodamente all’interno del proprio abbonamento Netflix. La notizia migliore? La WWE ha confermato la telecronaca in italiano, affidando questa nuova era televisiva alle voci inossidabili de “Il Bardo” Franchini e “Il Godzilla” Posa.

Dal basket prestato alla TV negli anni ’80 fino allo streaming globale sulle Smart TV, la storia del wrestling in Italia è la prova di una disciplina immortale, capace di adattarsi, cadere, rialzarsi e rimanere per sempre nel cuore dei fan.

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