Il giorno in cui il Boss fregò tutti. Vince McMahon vince la Royal Rumble 1999

La Royal Rumble è storicamente il palcoscenico in cui i migliori atleti del mondo sudano, combattono e si eliminano a vicenda per ottenere la gloria assoluta. Eppure, nell’edizione del 1999, accadde qualcosa di senza precedenti: a vincere il match non fu un fuoriclasse del ring, ma un miliardario in giacca e cravatta.

Parliamo del crudele e geniale proprietario della WWF: Mr. McMahon.

Il piano diabolico: I numeri 1 e 2

Nel pieno dell’Attitude Era, la rivalità tra l’antieroe ribelle Stone Cold Steve Austin e il tirannico boss Vince McMahon aveva raggiunto vette di odio inaudite. Per impedire ad Austin di vincere la Rumble, McMahon utilizzò il suo potere per costringerlo a entrare col temutissimo numero 1. Ma per dimostrare di non avere paura, il Boss commise l’errore (o il colpo di genio) di mettersi in gioco personalmente, entrando col numero 2.

Appena suonò la campanella, Austin iniziò a massacrare McMahon, ma la situazione degenerò rapidamente. Vince scappò letteralmente fuori dal ring e fuggì tra il pubblico, inseguito da Austin, finendo nei bagni dell’arena. Qui, la Corporation (la fazione di McMahon) tese un’imboscata a Stone Cold, pestandolo a sangue e costringendolo ad abbandonare l’arena in ambulanza.

La fuga e l’attesa

Mentre gli altri 28 lottatori entravano sul ring per darsi battaglia, cosa faceva Vince McMahon? Avendo lasciato il ring passando sotto la terza corda (e non sopra, come da regolamento), era tecnicamente ancora in gara. Dopo essersi ripreso, tornò a bordo ring e si sedette comodamente al tavolo di commento, osservando l’intero match con un sorriso beffardo, al sicuro da ogni pericolo.

Il finale scioccante e l’aiuto di The Rock

Come nei migliori film d’azione, un incerottato e furioso Stone Cold tornò nell’arena guidando la sua stessa ambulanza, rientrò nel match e fece piazza pulita.

Nel finale, rimasero solo loro due: Austin sul ring e McMahon terrorizzato. Stone Cold trascinò il Boss sul quadrato, pronto a eliminarlo facilmente, ma improvvisamente accadde l’imprevisto. Il campione WWF The Rock (pupillo di McMahon) si presentò a bordo ring, distraendo Austin. Approfittando di quell’istante di caos, Vince McMahon si avvicinò alle spalle di Stone Cold e lo scaraventò clamorosamente oltre la terza corda.

L’eredità del trionfo del male

La vittoria di Vince McMahon non fu frutto di abilità atletiche, mosse di wrestling o coraggio. Fu la vittoria della manipolazione, del potere aziendale e delle interferenze.

Anche se McMahon (da proprietario) rinunciò la sera successiva al suo diritto di sfidare il campione a WrestleMania (diritto che Austin si riprese poi con la forza), la Royal Rumble del 1999 resta una delle edizioni più discusse di sempre. Un non-lottatore che vince la Rumble è un affronto alla tradizione sportiva, ma è anche l’immagine simbolo che riassume alla perfezione la folle, scorretta e meravigliosa Attitude Era.

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