Il vero piano di Vince McMahon per la WCW (Il più grande “What If” della storia)

Marzo 2001: la guerra del lunedì sera finisce. Vince McMahon acquista la World Championship Wrestling (WCW), compiendo la più grande acquisizione della storia dell’intrattenimento sportivo. Tutti ricordano ciò che accadde dopo, ovvero la famosa e controversa storyline della Invasion.

Ma c’è un dettaglio che molti ignorano: la Invasion non era il piano originale.

Il progetto segreto: Una federazione dentro la federazione

Subito dopo l’acquisto, Vince McMahon non voleva seppellire la WCW. Al contrario, l’idea era quella di tenerla in vita come un brand completamente separato e indipendente. McMahon voleva che la WCW avesse il suo show televisivo (si parlava di cederle lo slot di SmackDown o di creare un programma ad hoc il sabato sera), i suoi telecronisti, i suoi arbitri e i suoi tour esclusivi. Voleva creare una finta concorrenza “in casa”.

Ma il progetto collassò come un castello di carte in pochissime settimane, a causa di tre fattori fatali.

1. Il rifiuto dei Network Televisivi

La WWF all’epoca andava in onda su TNN (oggi Paramount Network). Il network aveva appena pagato cifre astronomiche per accaparrarsi i diritti della WWF e si rifiutò categoricamente di trasmettere uno show marchiato “WCW”, considerandolo un brand fallito e perdente. Senza una casa televisiva, il progetto iniziò a traballare.

2. Il problema dei contratti garantiti (Dove sono le stelle?)

I fan si aspettavano di vedere Goldberg, Sting, Hulk Hogan, Kevin Nash e Scott Hall. Ma nessuno di loro si presentò. Perché? Quando Vince comprò la WCW, acquisì il marchio e i contratti dei lottatori più giovani. Le grandissime star avevano invece contratti “garantiti” direttamente con la società madre AOL Time Warner. In parole povere: venivano pagati milioni di dollari per restare seduti sul divano a casa. Vince McMahon si rifiutò di sborsare le cifre necessarie per ricomprare quei contratti, ritrovandosi con un roster WCW privo dei suoi volti più iconici (salvo Booker T e DDP).

3. Il disastro di Tacoma (Il match della pietra tombale)

Il colpo di grazia arrivò il 2 luglio 2001. A Monday Night Raw (a Tacoma, Washington), Vince McMahon decise di fare una prova generale, regalando gli ultimi 20 minuti dello show a un main event tutto marchiato WCW: Booker T vs Buff Bagwell per il WCW Championship.

Fu un disastro epocale. Il match fu tecnicamente pessimo, Bagwell era fuori forma e, soprattutto, il pubblico WWF rigettò l’esperimento. I fan nell’arena iniziarono a fischiare sonoramente, non perché fossero i “cattivi”, ma perché non volevano vedere la WCW nel loro show.

La nascita della Invasion

Quella reazione fu decisiva. Nel backstage, Vince McMahon andò su tutte le furie e staccò la spina. Bagwell venne licenziato pochi giorni dopo e l’idea della WCW come brand indipendente fu cancellata per sempre.

Da quel momento, la WWE cambiò completamente direzione: i lottatori WCW furono trasformati in “invasori” (heel) che volevano distruggere la WWF dall’interno, venendo presto fusi con la defunta ECW per dare vita all’Alleanza.

Un’occasione persa, distrutta in soli venti minuti, che rimane ancora oggi il più grande “What If” della storia del pro-wrestling.

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