Eddie Guerrero in ROH, la rinascita silenziosa dopo il baratro (2002)

Quando pensiamo a Eddie Guerrero, la mente vola subito alla magica notte di No Way Out 2004, quando sollevò il WWE Championship mandando in delirio un’intera generazione. Ma per capire come Eddie sia arrivato in cima alla montagna, dobbiamo guardare al momento in cui è caduto nel burrone più profondo. Un capitolo che passa spesso inosservato: la sua breve, ma vitale, parentesi in Ring of Honor (ROH).

La caduta: I demoni e il licenziamento dalla WWF

Nel 2001, Eddie Guerrero stava vivendo il periodo più buio della sua vita. Una grave dipendenza da antidolorifici (iniziata dopo un quasi fatale incidente d’auto anni prima) e problemi legati all’alcol lo stavano consumando. La WWF lo mandò in riabilitazione a maggio di quell’anno, ma a novembre Eddie venne arrestato per guida in stato di ebbrezza (DUI).

Per Vince McMahon fu la goccia che fece traboccare il vaso: Eddie venne licenziato in tronco. Senza lavoro, con una famiglia da mantenere e i suoi demoni ad assediarlo, molti pensarono che la sua carriera fosse finita. Ma Eddie scelse la via più difficile: pulirsi, ritrovare se stesso e ricominciare da zero. Dalle piccole palestre.

L’arrivo in Ring of Honor: “The Era of Honor Begins”

Nel febbraio del 2002, una nuova federazione indipendente stava muovendo i suoi primissimi passi a Philadelphia. Si chiamava Ring of Honor e puntava tutto sull’eccellenza sul ring (il cosiddetto workrate), allontanandosi dallo “Sport Entertainment” della WWE.

Il 23 febbraio 2002, nel primissimo show della storia della compagnia (The Era of Honor Begins), il nome di punta per attirare il pubblico era proprio lui: Eddie Guerrero. Eddie non arrivò lì con l’atteggiamento della superstar arrogante declassata. Arrivò con una fame che non si vedeva da anni.

Cosa fece Eddie in ROH?

In quella prima storica serata, Eddie affrontò un suo vecchio rivale della ECW, Super Crazy, in un match valido per l’IWA Intercontinental Championship. Fu un incontro spettacolare, in cui Eddie dimostrò al mondo (e soprattutto a se stesso) di non aver perso un grammo del suo talento. Il suo tempismo, la sua psicologia sul ring e la sua intensità erano intatti. Era pulito, sobrio e in forma smagliante.

Nelle settimane successive, Eddie lottò ancora in ROH, facendo tra l’altro da chioccia ai giovani talenti (in un celebre tag team match fece coppia con il funambolico Amazing Red contro i SAT).

Un impatto devastante

La sua presenza in ROH fu un punto di svolta per entrambi. Per la federazione neonata, avere un ex campione WWF sul ring conferì una credibilità immediata: fu il segnale che la ROH poteva ospitare wrestling di livello mondiale (ponendo le basi per futuri campioni come CM Punk, Bryan Danielson e Seth Rollins).

Per Eddie, quelle esibizioni nel circuito indipendente furono il suo biglietto da visita. Dimostrò alla dirigenza di Stamford di essere un uomo nuovo e affidabile. E infatti, la sua “Run” indy durò pochissimo: già nell’aprile del 2002, la WWE lo richiamò alla base.

Il resto è storia. Ma senza quei mesi di sudore e umiltà passati sui ring indipendenti della ROH, forse non avremmo mai visto Eddie Guerrero mentire, rubare e imbrogliare fino a conquistare il tetto del mondo.

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