La “Reverse Battle Royal”, quando la TNA provò a riscrivere le regole (al contrario)

La Total Nonstop Action (TNA) degli anni 2000 è stata, nel bene e nel male, l’alternativa più creativa nel panorama del wrestling mondiale. Ha inventato stipulazioni geniali come l’Ultimate X o il King of the Mountain. Ma c’è una sottile linea che separa il genio dalla follia, e la TNA decise di oltrepassarla correndo a tutta velocità nell’ottobre del 2006, introducendo la stipulazione più surreale di sempre: la Reverse Battle Royal.

Le assurde regole del gioco

L’idea (spesso attribuita alla mente di Vince Russo, maestro dell’over-booking) era pensata per dare il via al torneo “Fight for the Right”, e consisteva in un match diviso in tre fasi, una più cervellotica dell’altra:

  • Fase 1 (La Reverse Battle Royal): Ben 18 lottatori non partono dentro il quadrato, ma attorno al ring. L’obiettivo non è restare dentro, ma entrare nel ring scavalcando la terza corda. I primi 7 a farcela passano il turno; gli altri 11 vengono eliminati.
  • Fase 2 (La Battle Royal standard): Una volta chiusi i 7 sopravvissuti nel ring, il match si trasforma in una Battle Royal classica: ci si elimina buttandosi fuori dalla terza corda.
  • Fase 3 (Il match singolo): Quando rimangono solo gli ultimi due wrestler, la stipulazione cambia di nuovo, trasformandosi in un normale match 1-contro-1 che si vince per schienamento o sottomissione.

Il caos visivo e l’imbarazzo sul ring

Il debutto televisivo di questa stipulazione avvenne nell’episodio di Impact! subito dopo Bound for Glory 2006. Sulla carta voleva essere un concept innovativo, ma l’esecuzione pratica si rivelò un disastro visivo.

Immaginate 18 atleti che devono fare finta di lottare sul pavimento esterno, senza potersi prendere troppi rischi sul cemento, cercando disperatamente di arrampicarsi sull’apron del ring come se le corde fossero un muro invalicabile, mentre gli altri li tirano giù per le gambe. Il pubblico non capiva cosa stesse succedendo. I lottatori sembravano confusi. Il tutto risultò talmente goffo e mal gestito che la prestigiosa rivista Wrestling Observer Newsletter premiò questo scontro come “Peggiort Match dell’Anno 2006”.

La riproposizione e l’eredità di un’idea folle

Nonostante le critiche feroci, la TNA decise orgogliosamente di riproporre il format in mondovisione l’anno successivo, aprendo il pay-per-view Bound for Glory 2007 con una nuova Reverse Battle Royal.

Questa stipulazione è rimasta negli annali. Per i critici rappresenta l’emblema del booking caotico e insensato della TNA dell’epoca. Per i fan storici, invece, è diventata un vero e proprio cult trash: il simbolo di una compagnia che, per cercare di distinguersi dalla WWE, era disposta a osare l’impossibile. Non tutte le idee possono diventare dei classici senza tempo, ma nel wrestling anche gli errori spettacolari riescono a farti entrare nella leggenda.

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