Terry Funk vs Sabu (1997), la notte in cui la ECW si spinse troppo oltre

Nel 1997, l’Extreme Championship Wrestling (ECW) era ormai la patria indiscussa dell’hardcore mondiale. Tavoli infuocati, sedie d’acciaio e mazze da kendo erano all’ordine del giorno nella piccola arena di Philadelphia. Ma la mente di Paul Heyman e la follia dei suoi atleti sembravano non accontentarsi mai.

Il 9 agosto 1997, per l’evento Born to Be Wired, si decise di oltrepassare la linea della sicurezza e del buonsenso, mettendo in scena un incontro per l’ECW World Heavyweight Championship che ancora oggi fa rabbrividire: il Barbed Wire Match tra Terry Funk e Sabu.

La prigione di metallo

La stipulazione era tanto semplice quanto barbara: le classiche corde del ring vennero completamente rimosse e sostituite con autentico filo spinato. Non c’era trucco, non c’erano gommini di protezione. Ogni minimo rimbalzo, ogni spinta verso l’esterno del quadrato si trasformava in un incubo di carne lacerata e metallo.

A contendersi il titolo c’erano due icone assolute dell’estremo. Da una parte Sabu, l’arabo omicida, noto per la sua totale assenza di istinto di conservazione. Dall’altra Terry Funk, che all’epoca aveva già 53 anni, ma che continuava a rifiutarsi di cedere il passo al tempo e al dolore.

Il nastro adesivo e la follia

Il match fu un massacro fin dai primi minuti, ma raggiunse il suo apice di famigerata celebrità a causa di un incidente spaventoso. Durante una manovra, Sabu finì dritto contro il filo spinato, che gli squarciò letteralmente il bicipite aprendo una ferita profonda quasi dieci centimetri.

In qualsiasi altra federazione, il medico avrebbe suonato la campanella e fermato tutto. In ECW no. Sabu si rifiutò di farsi medicare, prese un rotolo di nastro adesivo telato, si fasciò strettamente il braccio da solo per fermare l’emorragia e continuò incredibilmente a lottare come se nulla fosse successo.

Intrappolati nell’acciaio

Il finale dell’incontro è un’immagine che è rimasta impressa a fuoco nella mitologia del wrestling. Dopo una sequenza devastante, Sabu e Terry Funk rimasero letteralmente impigliati e cuciti insieme nel filo spinato. I loro corpi erano bloccati, intrecciati con le lame d’acciaio.

Sabu riuscì a schienare Funk per vincere il titolo mondiale, ma il suono della campanella non portò alcun sollievo. Paul Heyman e lo staff tecnico dovettero correre disperatamente sul ring armati di tenaglie e tronchesi per tagliare i fili e separare i due lottatori, un’operazione che richiese svariati minuti mentre entrambi sanguinavano copiosamente sul tappeto.

L’eredità di Born to Be Wired

Sabu vinse il titolo, ma la cintura passò in secondo piano. Non era uno spettacolo pulito e sicuramente non era un wrestling per tutti. Fu un match doloroso, controverso, quasi disturbante. Ma proprio per questo, rappresenta l’apice insuperato dell’hardcore anni ’90: il simbolo di un’epoca in cui la ECW sembrava voler infrangere ogni limite umano possibile nel nome dello spettacolo.

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