Capire il Wrestling: Il ruolo dei commentatori, le voci che trasformano il ring in leggenda (Capitolo 17)

Immaginate di guardare la scena finale del vostro film d’azione preferito premendo il tasto “Muto” sul telecomando. L’impatto svanirebbe all’istante, vero? Nel pro-wrestling vale esattamente la stessa regola: un match sul ring è solo metà dello spettacolo. L’altra metà si svolge a bordo ring, dietro il tavolo di commento.

I telecronisti nel wrestling non si limitano a descrivere delle prese: sono narratori onniscienti, guide emotive e veri e propri costruttori di storia. Scopriamo perché il loro ruolo è assolutamente vitale.

1. La voce della narrazione

Chi sale sul ring comunica con il linguaggio del corpo, ma sono i commentatori a tradurre quel dolore in parole. Contestualizzano il match, spiegano il perché di una rivalità feroce e danno un significato profondo a ogni singola azione. Sono loro a permettere anche allo spettatore che si sintonizza per la prima volta di capire esattamente chi è il buono, chi è il cattivo e cosa c’è in palio. Senza questa guida fondamentale, molti momenti storici passerebbero del tutto inosservati.

2. La scienza del commento: Play-by-Play & Color Commentary

Il tavolo di commento americano è storicamente diviso in due ruoli precisissimi e complementari:

  • Il Play-by-Play Announcer: È il cronista sportivo puro. Il suo compito è scandire il ritmo, chiamare il nome tecnico delle mosse in diretta e mantenere il senso di realismo della competizione sportiva.
  • Il Color Commentator: È la spalla tecnica, spesso interpretata da un ex wrestler. Aggiunge contesto, analisi strategica e, soprattutto, umorismo. Spesso interpreta la figura dell'”Heel Sympathizer”, ovvero l’opinionista che giustifica e difende le scorrettezze dei lottatori cattivi, scatenando divertenti battibecchi con il suo collega.

3. Coppie iconiche e chimica perfetta

Come ricordava spesso la leggenda Terry Funk, la collaborazione tra cronista e opinionista è esattemente come un Tag Team Match sul ring: serve equilibrio, ritmo e un enorme spirito di squadra. La chimica tra i due è essenziale. Il duo leggendario formato dal pacato Gorilla Monsoon e dal geniale e scorretto Bobby “The Brain” Heenan negli anni ’80 e ’90 ha stabilito lo standard assoluto, mescolando ironia, contrasti continui e dinamismo in modo semplicemente indimenticabile.

4. Coltivare l’emozione e il coinvolgimento

I commentatori sono il ponte emotivo tra i lottatori e il pubblico a casa. Devono vendere lo shock, la sorpresa e la paura. La loro passione genuina, le urla disperate di fronte a una caduta pericolosa o l’esaltazione per un ritorno a sorpresa sono ciò che rende una semplice mossa un ricordo avvincente che ti fa saltare dal divano.

5. Le voci leggendarie

Alcuni commentatori sono diventati famosi e amati tanto quanto i lottatori stessi:

  • Jim Ross (Good Ol’ JR): La voce storica della WWE durante l’Attitude Era. È considerato all’unanimità “il miglior commentatore di tutti i tempi”. Il suo carisma travolgente, il modo poetico e viscerale di raccontare le storie e le sue urla disperate (il celebre “Bah Gawd, he is broken in half!” durante il volo di Mankind) hanno definito un’epoca.
  • Tony Schiavone: La voce rassicurante e storica della WCW negli anni ’90 (durante Monday Nitro) e oggi punto di riferimento fondamentale per la nuova generazione di fan in AEW.

In sintesi, i commentatori non sono solo il microfono del wrestling. Sono registi invisibili della tensione, direttori d’orchestra delle nostre emozioni e narratori che trasformano una finta rissa in un racconto epico indimenticabile.

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