Capire il Wrestling: Il ruolo dei Manager e l’arte di vincere senza lottare (Episodio 12)

Nel pro-wrestling non tutti i protagonisti indossano stivali e ginocchiere. A bordo ring, spesso vestiti in giacca e cravatta o con abiti eccentrici, si aggirano figure fondamentali per il successo di un lottatore: i Manager.

Anche se non combattono quasi mai attivamente, i manager usano l’arma più potente a loro disposizione: la parola, il carisma e l’astuzia. Il loro scopo è valorizzare il cliente, aiutarlo a vincere in ogni modo possibile e, soprattutto, farsi notare dal pubblico.

Vediamo perché i manager sono molto più di semplici accompagnatori e quali sono i loro compiti principali.

1. La voce del lottatore (Il “Mouthpiece”) Il wrestling è pieno di atleti giganteschi e fisicamente spaventosi che, tuttavia, non hanno un grande carisma al microfono. Se un lottatore non sa parlare al pubblico, farà fatica a farsi odiare o amare.

È qui che entra in gioco il manager. Diventa letteralmente la voce del suo assistito: prende il microfono, insulta il pubblico, costruisce la rivalità e crea un’attesa spasmodica (hype) attorno al match. Mentre il gigante resta in silenzio a braccia conserte sembrando inarrestabile, il manager fa tutto il lavoro psicologico.

2. Strategia, inganni e interferenze Un buon manager, specialmente se affiancato a un lottatore cattivo (Heel), è una spina nel fianco per gli avversari e per l’arbitro. Durante un match, il suo ruolo tattico è vitale e può ribaltare le sorti dell’incontro:

  • Sale sull’apron ring (il bordo del quadrato) per distrarre l’arbitro nel momento clou.
  • Interferisce fisicamente, magari trattenendo la gamba dell’avversario da fuori dal ring.
  • Passa oggetti contundenti al suo cliente (come tirapugni, sedie o cinture) senza farsi vedere dal direttore di gara.

3. Motore delle Storyline e dei tradimenti Il manager non è una figura passiva, ma una parte integrante della narrazione. Spesso le storie più belle ruotano proprio attorno a loro. Un manager può decidere che il suo cliente non è più all’altezza e tradirlo in diretta televisiva per allearsi con il suo peggior nemico. Questi colpi di scena (Turn) creano alcune delle reazioni più rumorose da parte del pubblico.

I Manager che hanno fatto la storia Alcuni di questi “registi a bordo ring” sono diventati più famosi dei lottatori stessi. Tra i più leggendari ricordiamo:

  • Bobby “The Brain” Heenan: Il maestro assoluto della strategia heel negli anni ’80. La sua “Heenan Family” ha tormentato Hulk Hogan per un decennio.
  • Paul Heyman: Una delle menti più brillanti del business. È stata la voce di mostri sacri come Brock Lesnar e ha guidato Roman Reigns nella leggendaria saga della Bloodline.
  • Jimmy Hart: Il “Mouth of the South”. Con i suoi megafoni, le giacche colorate e l’energia inesauribile, ha accompagnato decine di campioni.
  • Sensational Sherri: Una delle manager donne più iconiche di sempre. Univa un carisma magnetico a una pericolosità estrema a bordo ring (storica la sua alleanza con “Macho King” Randy Savage e Shawn Michaels).

Un buon manager può prendere un lottatore discreto e, grazie a una combinazione letale di parole, astuzia e presenza scenica, trasformarlo in una vera e propria Superstar indimenticabile.

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