In ogni show televisivo che si rispetti, qualcuno deve pur dettare le regole. Nel pro-wrestling moderno, mentre gli atleti se le danno di santa ragione sul ring, c’è una figura in giacca e cravatta (o in tailleur) che osserva tutto dagli uffici o dalla rampa d’ingresso: il General Manager (GM).
Il GM è il vero e proprio “direttore d’orchestra” dello show settimanale (come Raw o SmackDown). È colui, o colei, che detiene il potere decisionale su match, rivalità e stipulazioni speciali, diventando spessissimo parte integrante della storia raccontata.
Cosa fa esattamente un General Manager?
Dal punto di vista narrativo (la Kayfabe), il General Manager è il capo supremo del roster. I suoi compiti principali davanti alle telecamere sono:
Annunciare e organizzare gli incontri: Sancisce i Main Event della serata o i match titolati per i futuri Pay-Per-View.
Gestire il caos: Deve sedare le risse nel backstage, multare i lottatori indisciplinati o sospenderli.
Favorire o ostacolare: Può decidere di mettere i bastoni tra le ruote a un lottatore che detesta, costringendolo ad affrontare tre avversari contemporaneamente.
Entrare fisicamente nelle storyline: A volte il GM scende letteralmente in campo, prendendo sberle o addirittura combattendo dei match per risolvere questioni personali con i lottatori.
Il GM come personaggio: Face o Heel? Come i lottatori, anche i General Manager interpretano un ruolo ben definito per far reagire il pubblico:
Il GM Face (Buono): È un’autorità giusta ed equilibrata. Lavora per il bene dei fan, per garantire lo spettacolo migliore possibile e punisce severamente i cattivi che cercano di imbrogliare.
Il GM Heel (Cattivo): È il classico “capo abusivo”. Usa il suo enorme potere per manipolare le regole, protegge i suoi lottatori favoriti (i cosiddetti “coccini” della dirigenza) e rende la vita un vero inferno all’eroe di turno.
Queste figure possono essere ex leggende del ring ritiratesi dalle scene, oppure personaggi creati appositamente per recitare la parte del dirigente.
I General Manager Indimenticabili
La storia della WWE è piena di dirigenti che hanno lasciato un segno indelebile nel cuore dei fan:
Eric Bischoff (Raw): L’ex mente della WCW, arrogante, autoritario e strategicamente geniale. Il prototipo del GM che tutti amavano odiare.
Teddy Long (SmackDown): Leggendario per il suo entusiasmo e per la sua soluzione universale a ogni rissa: “Tonight, you will go One on One with The Undertaker!” oppure trasformare tutto in un “Tag Team Match!”.
William Regal (NXT): Una figura paterna, severa ma incredibilmente giusta, rispettata da tutto il roster.
Vickie Guerrero: Una delle Heel più carismatiche e rumorose di sempre. Le bastava urlare il suo stridulo “Excuse me!” al microfono per far esplodere i fischi assordanti dell’intera arena.
Paul Heyman: Visionario, provocatore e mente geniale dietro il rilancio di SmackDown nei primi anni 2000.
Il General Manager è il vero “regista in scena” della storia. È colui che muove i fili dello spettacolo, tiene viva la tensione tra i personaggi e trasforma ogni singola puntata in un evento imperdibile.