Capire il Wrestling: Le vere origini, dalla Grecia antica al ring (Episodio 2)

Quando guardiamo le luci accecanti, i fuochi d’artificio e le arene enormi del pro-wrestling moderno, è facile pensare che sia un’invenzione tutta americana nata per la televisione. Ma la verità è che il wrestling ha un albero genealogico molto più antico, glorioso e persino sacro.

Il wrestling non è nato ieri. Esiste da millenni.

La lotta è, senza ombra di dubbio, uno degli sport più antichi mai praticati dall’essere umano. Per capire davvero cosa succede oggi su un ring, dobbiamo fare un viaggio indietro nel tempo di migliaia di anni.

La Pále: quando la lotta era sacra

Nella Grecia antica, la lotta non era solo un passatempo, ma una disciplina olimpica di importanza vitale. Si chiamava Pále (da cui deriva la parola “palestra”) ed era considerata la massima espressione di forza, tecnica e onore.

I lottatori greci erano veri e propri idoli. Si allenavano duramente nei ginnasi e combattevano rigorosamente nudi. Per evitare prese troppo facili e rendere la sfida ancora più basata sull’equilibrio e sulla vera forza, si cospargevano il corpo di olio d’oliva e poi di polvere sottile. Non c’erano ring con le corde, ma solo la terra battuta e la voglia di prevalere sull’avversario.

Dalle Olimpiadi ai gladiatori romani

Quando l’Impero Romano assorbì la cultura greca, la lotta subì la sua prima, grande trasformazione verso quello che oggi chiamiamo “intrattenimento”. I Romani presero la sacralità della Pále greca e la portarono nei loro enormi anfiteatri.

La lotta divenne un vero e proprio spettacolo per le masse, affiancata ai cruenti combattimenti dei gladiatori. È qui che inizia a germogliare il concetto di “esibizione” per far esultare il pubblico: non bastava più solo vincere, bisognava farlo in modo teatrale e spettacolare.

L’eredità moderna: la lotta Greco-Romana

È esattamente da queste due enormi culture che nasce il wrestling che conosciamo oggi. La storica lotta greco-romana si è evoluta nei secoli: prima nei luna park e nei circhi itineranti di fine ‘800 (dove i lottatori sfidavano il pubblico), fino a diventare il colossale Sports Entertainment che riempie gli stadi ai giorni nostri.

Le mosse si sono fatte più spettacolari, sono stati aggiunti i copioni e i personaggi, ma l’anima è la stessa: due uomini, un palcoscenico e la voglia di raccontare una storia attraverso la lotta.

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