Il Tradimento di Montreal (Lo “Screwjob” che spezzò la linea tra finzione e realtà)

Nella storia del wrestling ci sono match indimenticabili per la loro tecnica, per le acrobazie o per l’emozione del pubblico. E poi c’è la notte del 9 novembre 1997. Una notte in cui il copione fu letteralmente strappato in diretta mondiale, cambiando per sempre il volto di questo business.

Benvenuti alle Survivor Series di Montreal, Canada. Benvenuti al Montreal Screwjob (La fregatura di Montreal).

Un contesto esplosivo: Il Campione in partenza

Il Main Event della serata prevedeva la difesa del titolo mondiale WWF: il campione (e idolo di casa) Bret “The Hitman” Hart contro lo sfidante Shawn Michaels. Tra i due non scorreva buon sangue nemmeno nella vita reale, ma il vero problema era contrattuale.

Bret Hart aveva appena firmato un contratto milionario con la federazione rivale, la WCW. Stava per lasciare la compagnia, ma aveva ancora la cintura di campione del mondo alla vita. Il proprietario della WWF, Vince McMahon, era terrorizzato dall’idea che Bret potesse presentarsi nello show televisivo della concorrenza portando con sé il titolo (come era già accaduto in passato con il titolo femminile). Dal canto suo, Bret aveva garantito che non lo avrebbe mai fatto, ma si era categoricamente rifiutato di perdere la cintura quella sera: non voleva subire l’umiliazione di essere sconfitto in casa sua, in Canada, per mano del suo più grande rivale. L’accordo verbale era di chiudere il match in pareggio, per poi far rendere vacante il titolo il giorno dopo in TV.

Il tradimento in diretta mondiale

Il match fu teso e brutale. Verso la fine dell’incontro, Shawn Michaels intrappolò Bret Hart nella Sharpshooter, la mossa di sottomissione simbolo proprio di Bret. Il canadese cercò di resistere per invertire la presa. Non cedette. Non batté la mano sul tappeto.

Ma all’improvviso, il caos. A bordo ring, Vince McMahon si alzò in piedi e urlò disperato all’arbitro Earl Hebner: “Suona quella fottuta campanella!”. L’arbitro obbedì. Il match venne fermato immediatamente e Shawn Michaels fu dichiarato nuovo Campione del Mondo, scappando poi negli spogliatoi con la cintura. Tutto era stato deciso a tavolino da McMahon e Michaels, all’insaputa di Bret.

La reazione: La nascita di “Mr. McMahon”

Bret Hart si rialzò, confuso. Quando realizzò di essere stato tradito nella vita reale, la sua reazione entrò nella leggenda: si avvicinò alle corde e sputò dritto in faccia a Vince McMahon. Poi distrusse i monitor dei telecronisti a bordo ring e, guardando dritto in telecamera, scrisse con le dita nell’aria le lettere “W-C-W”. Nel backstage, la situazione degenerò in una rissa vera e propria, con Bret che sferrò un pugno in un occhio al suo ormai ex-capo.

L’eredità del tradimento

Il Montreal Screwjob non fu solo un finale controverso. Fu un terremoto che produsse tre conseguenze storiche:

  1. Segnò la fine definitiva dell’era “classica” dei buoni contro i cattivi. La linea tra storyline e realtà si era spezzata per sempre.
  2. Fece nascere il personaggio di “Mr. McMahon”. Sfruttando l’odio reale dei fan, Vince McMahon smise di essere il presentatore sorridente e divenne il boss tiranno, manipolatore e spietato disposto a tutto pur di proteggere i suoi affari.
  3. Accelerò l’inizio della leggendaria Attitude Era, trascinando la WWF verso una televisione più cruda, adulta e ribelle, che alla fine le permise di vincere la guerra degli ascolti contro la WCW.

A Montreal, Bret Hart perse il titolo. Ma il wrestling perse per sempre la sua innocenza.

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