La storia in Europa, dalla TV inglese ai tornei tedeschi

Quando si parla di wrestling, la mente vola subito ai colossali palazzetti americani, ai ring sacri del Giappone o alle arene colorate del Messico. Eppure, l’Europa vanta una tradizione lottatoria lunghissima, spesso dimenticata dal grande pubblico, ma che ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo tecnico di questo sport-spettacolo.

Scopriamo come il wrestling ha conquistato il Vecchio Continente, tra stili unici, eroi locali e un “rinascimento” moderno senza precedenti.

La Gran Bretagna e il fenomeno “World of Sport”

Tra gli anni ’60 e ’80, la Gran Bretagna fu la vera culla del wrestling europeo. Lo stile britannico era unico al mondo: basato sul Catch wrestling, era estremamente tecnico, ricco di prese a terra, leve articolari e continui ribaltamenti (uno stile molto pulito, quasi privo di pugni o risse fuori ring). Lo show televisivo pomeridiano World of Sport trasmesso sulla ITV incollava milioni di inglesi allo schermo. Rese celebri lottatori che diventarono vere e proprie icone della cultura popolare britannica, come il mastodontico Big Daddy, il suo acerrimo rivale Giant Haystacks (un gigante di oltre 300 chili) e il misterioso lottatore mascherato Kendo Nagasaki.

La Germania e i massacranti tornei di Hannover

In Germania e in Austria, il wrestling si sviluppò in un modo completamente diverso e molto più fisico. Crebbe grazie ai famosissimi tornei “Catch” organizzati durante le fiere popolari estive, specialmente nelle città di Brema e Hannover. La particolarità di questi eventi era la loro durata: i lottatori combattevano in tornei a punti che duravano settimane intere, esibendosi tutte le sere in enormi tendoni pieni di fan che bevevano birra e tifavano a squarciagola. Era uno stile durissimo e rigido. Da questi ring sono passati campioni internazionali da tutto il mondo, contribuendo a far crescere il rispetto per la disciplina in tutta l’Europa centrale.

Il wrestling in Italia: Dalle fiere al boom televisivo

Anche l’Italia ha avuto la sua dose di lotta locale. Negli anni ’60 e ’70 erano popolari alcuni show e fiere itineranti dove si esibivano lottatori forzuti, ma il vero “Big Bang” tricolore arrivò solo negli anni ’80. Come abbiamo visto in precedenza, fu l’approdo in TV della scintillante WWF americana, con le telecronache di Dan Peterson, a spazzare via la vecchia tradizione per far innamorare gli italiani dello sports entertainment a stelle e strisce.

Il Rinascimento: Le nuove federazioni europee

Dagli anni 2000 in poi, il wrestling europeo è rinato dalle proprie ceneri grazie a una scena indipendente clamorosa. Realtà come la wXw in Germania, o la PROGRESS Wrestling e la RevPro nel Regno Unito, hanno riportato l’Europa al centro della mappa mondiale. Queste federazioni hanno mescolato la vecchia tecnica europea con l’atletismo moderno, riempiendo di nuovo i palazzetti e, soprattutto, fungendo da “palestra” per i talenti più brillanti del mondo.

L’era di NXT UK: La WWE conquista l’Europa

Proprio notando il clamoroso boom della scena indipendente britannica, la WWE decise di fare una mossa storica: nel 2018 creò NXT UK, il suo primo “territorio di sviluppo” interamente basato e prodotto in Europa. Fino alla sua chiusura nel 2022, NXT UK ha regalato ai fan alcuni dei match più belli e brutali della storia moderna (le battaglie tra l’allora WALTER, oggi Gunther, e Ilja Dragunov sono considerate dei capolavori assoluti). Ha preso i migliori talenti europei, come Pete Dunne, Tyler Bate e Rhea Ripley, e li ha forgiati trasformandoli nelle megastar globali che oggi dominano i Main Event americani.

La storia del wrestling europeo è fatta di tradizioni popolari, stili inconfondibili e nuove generazioni affamate che hanno dimostrato al mondo intero che non serve nascere in America per diventare una leggenda del ring.

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