Se parliamo di personaggi oscuri, demoni e mostri del ring, c’è un momento esatto nella storia in cui tutto è iniziato. Un vero e proprio “Punto Zero” che ha riscritto per sempre le regole di cosa potesse essere o rappresentare un lottatore di wrestling.
Torniamo alla notte del 22 novembre 1990. Siamo a Hartford, Connecticut, durante il pay-per-view Survivor Series. Il ricco e arrogante “Million Dollar Man” Ted DiBiase ha il microfono in mano e deve presentare il quarto e misterioso membro della sua squadra.
Un debutto agghiacciante
“Dal lato oscuro, del peso di 320 libbre…” annuncia DiBiase. All’improvviso, nell’arena risuonano le note cupe e distorte di una marcia funebre. Il pubblico, abituato ai colori sgargianti, ai neon e alla musica rock di idoli come Hulk Hogan o Ultimate Warrior, cade in un silenzio di tomba, quasi irreale.
Accompagnato dal bizzarro predicatore dal volto paonazzo Brother Love, fa il suo ingresso un uomo gigantesco. È pallidissimo, vestito con un lungo cappotto nero, cravatta grigia, guanti di pelle e un cappello a tesa larga. Il suo sguardo è vitreo, letteralmente privo di anima. Non era un semplice wrestler in costume: era Il Becchino (The Undertaker).
L’assenza di dolore: Una nuova psicologia sul ring
Appena salito sul quadrato, Mark Calaway (l’atleta dietro il personaggio) non si limitò a recitare una parte: divenne l’entità stessa. La sua camminata era lenta e inesorabile, la sua calma del tutto glaciale. Ma la cosa più sconvolgente fu il suo approccio alla lotta: The Undertaker portò all’estremo il concetto di ignorare il dolore. Quando gli avversari lo colpivano con pugni o mosse che avrebbero steso chiunque, lui non cadeva. Si limitava a girare la testa lentamente, fissandoli con i suoi occhi di ghiaccio. Era invulnerabile, inquietante e fottutamente magnetico. E quando veniva messo al tappeto, si rialzava di scatto mettendosi seduto, come il Conte Dracula che si desta dalla bara.
La leggenda immortale
Quel debutto segnò l’inizio della carriera più rispettata, longeva e iconica nella storia della WWE. Mentre i personaggi stereotipati dei primi anni ’90 (come i lottatori vestiti da idraulici o da netturbini) sparivano nel dimenticatoio coperti di ridicolo, The Undertaker ha saputo evolversi, decennio dopo decennio. Ha fondato il mito incrollabile della Streak (la striscia di imbattibilità a WrestleMania) e ha regalato ai fan i match più belli e psicologici di tutti i tempi.
Il pubblico di Survivor Series 1990 non stava semplicemente guardando il debutto di un atleta. Stava assistendo, in diretta mondiale, alla macabra e meravigliosa nascita di una leggenda immortale.
Ecco il debutto completo: