Nel 2015, il wrestling femminile in WWE stava vivendo una doppia vita. Nel main roster (a Raw e SmackDown) c’era ancora l’ombra della vecchia divisione “Divas”, fatta di match brevi e storyline spesso superficiali. Ma nel territorio di sviluppo, NXT, stava bollendo una rivoluzione. E il 22 agosto 2015, al Barclays Center di Brooklyn, quella rivoluzione è esplosa davanti a 15.000 persone, cambiando per sempre le regole del gioco.
I personaggi perfetti: La “Boss” contro l’Underdog
Il match per l’NXT Women’s Championship vedeva contrapposte due lottatrici agli antipodi. Da una parte la campionessa Sasha Banks, “The Boss”: crudele, sicura di sé, tecnicamente letale e disposta a tutto pur di mantenere il suo trono. Dall’altra Bayley: la ragazza della porta accanto, l’eterna seconda, l’eroina pura e innocente che il pubblico amava incondizionatamente e che cercava la sua definitiva consacrazione.
Non si trattava solo di atletismo; era la classica e intramontabile storia di Rocky Balboa contro Apollo Creed, trasposta nel wrestling femminile.

Un capolavoro di psicologia sul ring
Il match fu un crescendo di intensità spaventoso. Sasha Banks lavorò per tutta la durata dell’incontro sulla mano infortunata di Bayley, mostrando una spietatezza inaudita. Il momento in cui Sasha applicò la sua mossa di sottomissione, la Bank Statement, calcando brutalmente con lo stivale la mano fasciata della sfidante per impedirle di raggiungere le corde, fece gelare il sangue al pubblico di Brooklyn.
Ma Bayley resistette. La sequenza finale è pura poesia violenta: Bayley portò Sasha sulla terza corda e tirò fuori dal cilindro una mossa folle e pericolosissima, un Reverse Frankensteiner dalla cima del paletto. Immediatamente dopo, connesse con il suo iconico Bayley-to-Belly Suplex, schienando la campionessa e facendo letteralmente tremare il Barclays Center per il boato.

Il Curtain Call delle Four Horsewomen Ma l’immagine che ha reso questa notte immortale arrivò dopo il suono della campanella. Sasha Banks, visibilmente commossa, si rialzò e abbracciò Bayley. Pochi secondi dopo, vennero raggiunte sul ring da Charlotte Flair e Becky Lynch.
Le quattro donne, ribattezzate le Four Horsewomen del wrestling, ruppero i confini dei loro personaggi (il kayfabe) per piangere e abbracciarsi al centro del ring. Sapevano di aver appena chiuso un’era e di averne aperta una nuova. Avevano dimostrato al mondo intero che le donne non solo potevano lottare nel Main Event, ma potevano rubare la scena offrendo il match dell’anno.
Sasha Banks contro Bayley a TakeOver: Brooklyn non è stato un semplice passaggio di titolo. È stato il giorno in cui il wrestling femminile ha smesso di chiedere il permesso di esistere e si è preso, con la forza e con l’emozione, il centro del palcoscenico globale.
